Introduzione

Calcolo renale
Foto: By H. Zell

Nel corso dei secoli passati, il tentativo di controllare la calcolosi renale è stato un compito arduo.

E’ annoverata tra i disturbi urologici più dolorosi e tra i più antichi conosciuti; ne soffrivano anche i faraoni d'Egitto, tanto che resti di calcoli renali sono stati riscontrati dai ricercatori nelle mummie. Il grande Michelangelo, all'età di 75 anni descriveva in una lettera al nipote Leonardo i travagli legati alla sua calcolosi renale: "Circa il male mio del non poter orinare, io ne sono stato poi molto male, muggiato dì e notte senza dormire e senza riposo nessuno...". Grazie alle terapie idropiniche alle quali l'artista si sottomise guarì dalla calcolosi e visse fino a quasi novanta anni.

Il "mal di pietra", come anticamente veniva definita la calcolosi, è noto a tutti i medici, perché si fa riferimento alla calcolosi renale proprio nel giuramento di Ippocrate, nella sua forma più arcaica.

Circa il 10% della popolazione soffre di calcoli renali, il che significa che 4-5 milioni di italiani corrono il rischio di formare calcoli nella loro vita. Le cause della calcolosi renale possono riconoscere vari fattori: genetici, familiari, stili di vita, diete errate, malattie endocrine/metaboliche e malattie renali e delle vie urinarie. La diagnosi è indispensabile per prevenire le complicanze e le recidive; circa il 45% dei calcolotici tendono a sviluppare più calcoli nella loro vita. La diagnosi si basa su un'accurata anamnesi alimentare, l'esclusione di malattie renali e metaboliche preesistenti, la ricerca di fattori di rischio a livello urinario.                                                                                                                                                                           Con una corretta abitudine alimentare, associata ad una terapia medica specifica, è oggi possibile intervenire sulla calcolosi renale, ridurre la formazione di nuovi calcoli e prevenire le complicanze renali.

  

Foto: By H. Zell (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Sintomi della colica renale

Zone del dolore, calcolosi
Zone del dolore, calcolosi

La colica renale si manifesta con un dolore improvviso nella regione lombare che tende ad aumentare d’intensità, irradiandosi ai quadranti addominali inferiori, alla vulva o ai testicoli, e alla radice della coscia.

Si tratta di un dolore violento, paragonabile alle doglie di una partoriente, che inizia di solito la notte o di primo mattino, protraendosi per qualche minuto o sino a qualche ora. Il soggetto soffre talmente tanto da apparire molto agitato e alla continua ricerca di una posizione antalgica. E' importante ricordare che prima di arrivare all'evento acuto della colica, alcune problematiche minori come un fastidioso mal di schiena, una difficoltà digestiva o un senso di bruciore allo stomaco sono talvolta sintomi di un intasamento che può essere facilmente risolto con un approccio delicato.

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Phillanthus niruri

Phillanthus niruri
Gli alcaloidi della Phillanthus niruri facilitano l'espulsione dei calcoli

Il Phyllanthus niruri è una pianta della medicina tradizionale brasiliana, ma reperibile da circa 2000 anni nella tradizione ayurvedica.

E' stata utilizzata per anni da alcune popolazioni indigene per il trattamento dei calcoli renali (conosciuta anche come pianta spaccapietre). Le foglie, e la radice del Phyllanthus contengono glicosidi, flavonoidi e alcaloidi, principi attivi tutt’oggi argomento di molte studi di fitochimica.

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