Calcoli e cistite

Ingrandimento di un calcolo
Ingrandimento di un calcolo

L’instaurarsi della cistite può essere favorito da particolari condizioni fisiopatologiche e patologiche che determinino ristagno dell’urina (gravidanza, stenosi uretrali, ipertrofia prostatica, ecc.), o possano alterare l’integrità della mucosa vescicale (calcoli, traumatismi).

Tra le diverse cause che provocano cistite vengono riportati i calcoli vescicali o renali responsabili di infezioni o lesioni strumentali.

La cistite è più frequente nelle donne, che spesso sperimentano cistiti ricorrenti, in quanto l'anatomia femminile (uretra molto più corta che nell'uomo) favorisce l'ingresso nelle vie urinarie di microrganismi patogeni. I rapporti sessuali, l'uso del diaframma e la gravidanza favoriscono la comparsa di episodi di cistite. Negli uomini il ripetersi della cistite è spesso dovuto a prostatite batterica cronica. Anche le ostruzioni delle vie urinarie (calcoli renali, ipertrofia prostatica) possono indurre una cistite. Nella maggior parte dei casi il processo infiammatorio è provocato da microrganismi (streptococchi, stafilococchi, colibacillo, ecc.); più raramente da parassiti macroscopici (Bilharzia), da sostanze chimiche irritanti (alcol, cantaride, ecc.) o da stimoli fisici (terapie radianti).

La grande maggioranza delle cistiti è di origine batterica ed è provocata da germi Gram-negativi, mentre i Gram-positivi sono responsabili solo del 10-15% delle osservazioni. I principali microrganismi Gram-negativi responsabili sono l'Escherìchia coli, la Klebsiella, l'Enterobacter, il Proteus, la Serratia, la Providencia. Della famiglia delle Pseudomonacee il tipo più spesso in causa è lo Pseudomonas aeruginosa, che è spesso presente nella flora intestinale. Tra i Gram-positivi il più frequente è lo Stafilococco aureo che proviene da focolai infettivi a distanza; lo Stafilococco epidermidis, abituale saprofita della cute e delle mucose, può acquisire potere patogeno quando i meccanismi di difesa siano particolarmente depressi.

 Sintomi della Cistite I sintomi più frequenti sono la difficoltà e il dolore a urinare, accompagnati da un aumento della frequenza dello stimolo e dalla sensazione di svuotamento incompleto della vescica. Può essere presente una minzione notturna frequente (nicturia), febbre e dolore alla regione del pube. Spesso l'urina è torbida e può contenere tracce di sangue.

Terapia della cistite

Data la varietà e la eterogeneità delle cause che possono indurre la cistite, è evidente che non è possibile stilare un unico protocollo terapeutico che vada bene per tutte le tipologie della malattia,pertanto è importante impostare il trattamento più efficace in relazione alla causa scatenante. La cura per la cistite prevede comunque la somministrazione di farmaci, ma poiché la malattia è tenace e non recede facilmente, la terapia farmacologica va accompagnata ad una appropriata dieta ed ad una integrazione alimentare, finalizzata ad eliminare e prevenire le cause che generano l'infezione e coadiuvata da rimedi naturali a base di erbe ed estratti. La dieta ha un duplice scopo: diluire le urine concentrate per eliminare il maggior numero di batteri all'interno della vescica; pertanto è importante assumere molti liquidi in particolare acqua non gassata che aiuta l'eliminazione batterica attraverso minzioni frequenti.

In secondo luogo è importante assumere alimenti che possano far aumentare l'acidità delle urine. L'aumento di acidità delle urine infatti inibisce l'adesione dei batteri alle mucose e ne favorisce l'eliminazione.

La dieta inoltre deve essere particolarmente ricca di fibre per combattere la stitichezza che è causa di proliferazione di batteri fecali nel colon.

Rimedi naturali per il trattamento della cistite

La fitoterapia propone una vasta gamma di rimedi naturali che vengono ampiamente utilizzati per curare prevalentemente la cistite batterica. Tali sostanze non possono sostituirsi ai trattamenti farmacologici, ma hanno funzione coadiuvante. I più utilizzati per le loro proprietà riportate anche in letteratura sono:

Bromelina: estratta prevalentemente dal gambo della pianta di ananas è un enzima proteolitico con effetti antinfiammatori e diuretici. (BREAFLOG)

Estratto di Ippocastano o Escina: che esplica una azione antiinfiammatoria e antiedemigena, riduce la permeabilità dei capillari con azione tonificante.(BREAFLOG)

Acido Boswelico: contenuto nella Boswelia Serrata , è dotato di azione antinfiammatoria e lenitiva.(BREAFLOG)

Estratto di Mirtillo Rosso Americano o Cranberry: ha attività antibatterica soprattutto nelle infezioni del tratto urinario inferiore. Studi recenti dimostrano che il Cranberry ha la capacità di rendere antiadesiva la superficie delle mucose, inibendo l'attività delle ciglia di germi come Escherichia Coli, uno degli agenti patogeni più frequenti nelle cistiti (resonsabile dell'80-85% di cistiti batteriche). Inoltre contribuisce ad acidificare le urine.(BREAFLOG)

PROPOLI (Flavonoidi della galangina) La Propoli è una sostanza resinosa, profumata, ottenuta per raccolta ed elaborazione enzimatica da parte delle api di materiale vegetale prelevato dai fiori. La propoli contiene prevalentemente resine e un olio essenziale ricco di terpeni , ma anche acidi organici (caffeico, ferulico, benzoico ecc), cere e flavonoidi di vario tipo che rappresentano circa il 10% dei omposti.

La distribuzione percentuale di questa miscela di composti di natura aromatica e fenolica arricchita da numerose sostanze molto eterogenee tra loro (aminoacidi, vitamine, sali minerali ecc.) è molto variabile in funzione delle stagioni e del tipo di vegetazione. Tra i numerosissimi flavonoidi (crisina,dimetossifiavoni galangina, isovanilina, isalpina, pinocembrina, pinobanksina, pronostrobina, vanillina, kemferide, acacetina, apigenina etc ...) è proprio la galangina quella utilizzata come marker tipico. Oltre ai flavonoidi nella propoli si ritrovano altre sostanze di natura aromatica (fenoli, fenolacidi, alcoli e aldeidi con nucleo aromatico, ecc.) che presentano spiccate proprietà antimicrobiche come per esempio l'acido benzoico, e l'acido ferulico che con molta probabilità contribuiscono all' azione batteriostatica e battericida della propoli.

Altri composti individuati nella propoli sono alcuni esteri dell'acido caffeico e lo xanterolo, tutti dotati di attività antifungina. L'estrema variabilità della composizione chimica della propoli si traduce nella pratica comune in una profonda diversità delle sue caratteristiche fisiche: colore, aroma e sapore. A seconda delle fonti di raccolta il colore della propoli varia dal giallo-verde (prevalenza di pini) a rossastro (prevalenza di pioppi) fino a nero (prevalenza di betulle) con tutte le sfumature possibili tra i diversi colori. Cosi anche l'odore intensamente aromatico muta in dipendenza delle sostanze resinose presenti. Lo stesso vale per il suo sapore che dal tipico acre-amaro arriva fino quasi a dolce. La consistenza della propoli dipende invece dalla temperatura ambiente, dura e friabile a freddo la propoli diventa duttile appena la si manipola, e la sua malleabilità aumenta man mano che la temperatura si avvicina ai 30 C. A temperature superiori diventa appiccicosa e viscosa, a 65-70 C fonde.

LE PROPRIETA' TERAPEUTICHE E 'un prodotto usato da millenni, dotato di numerose proprietà medicamentose, alcune delle quali riconosciute solo di recente. La propoli rappresenta un rimedio naturale con attività antinfiammatoria, disinfettante,antivirale, e antiossidante.

Azione antibatterica: è uno dei migliori antibatterici naturali, la cui attività è di tipo sia batteriostatico sia battericida. L'azione battericida si osserva a concentrazioni elevate del fitocomplesso, mentre a quelle più basse prevale quella batteriostatica. I germi più sensibili sono: stafilococchi, streptococchi, salmonelle, proteus vulgaris, bacillus subtilis, bacillus alvei, escherichia coli, shigella disenteriae, corynebacterium difteriae, klebsiella ozenae, Moraxella catharralis e in parte i micobatteri. Escherichia coli, è il batterio principale trovato nelle infezioni ricorrenti del tratto urinario (UTI), è oggi spesso resistente a diversi antibiotici attualmente in uso . L'azione antibatterica è dose dipendente e sembra dovuta all'olio essenziale, agli acidi organici e alle sostanze polifenoliche, ed è importante notare che ciascuno di questi componenti presi isolatamente ha un'azione antibatterica inferiore a quella dell'estratto in toto che li contiene tutti. La propoli scompagina il citoplasma, la membrana citoplasmatica e inibisce la sintesi proteica, con forte diminuzione della sintesi del DNA. Inoltre inibisce la RNA polimerasi di alcuni batteri, a causa della perdita della sua capacità di legarsi al DNA. E' stato anche dimostrato che la propoli inibisce l'attività dell'enzima diidrofolato-reduttasi, essenziale per il metabolismo batterico.  

Azione antivirale: alcuni studi indicano che il propoli ha una valida azione su molti ceppi di virus, tra cui molti ceppi di influenzali e parainfluenzali, di rhinovirus e dell'herpes, che non sarebbe dovuta ad un aumento della sintesi di interferone bensì alla limitazione dell'aggancio e della penetrazione del virus nelle cellule per interferenza della droga con le neuraminidasi virali.

Azione antimicotica: il propoli è attivo su molti funghi che interessano lo strato superficiale della cute, in particolare dei generi Candida, Torulopsis, Trichosporum, Epidermophyton e Tricophyton, mentre è poco efficace su quelli che si localizzano in profondità. Tale azione è di tipo essenzialmente micostatico, e sembra dovuta sia ai polifenoli sia ai derivati dell'acido cinnamico sia all'olio essenziale. Pare dovuta sia al potenziamento delle difese immunitarie indotto dalla propoli sia ad un’azione sulle cellule micetiche simile a quella esercitata sulle cellule batteriche e descritta in precedenza.

Azione antiflogistica e anticomplementaria: con inibizione della sintesi di prostaglandine e leucotrieni da parte dei macrofagi, inibizione della liberazione di istamina in risposta a stimoli flogogeni, inibizione dell'edema da carragenina, riduzione della permeabilità vascolare e della fragilità capillare. Sicuramente rilevanti a tal fine sono i bioflavonoidi e la vitamina C presenti in questa sostanza, oltre all'acido caffeico e ai suoi esteri, in particolare il CAPE.

Azione antiossidante :Azione protettiva contro i danni provocati dai radicali liberi, legata soprattutto ai polifenoli e alle vitamine C ed E. I flavonoidi, e con loro molti fenoli (soprattutto i tocoferoli), reagiscono coi radicali liberi, impedendo così le degradazioni legate alla loro intensa reattività a livello dei fosfolipidi della membrana cellulare. La propoli esercita la sua azione antiossidante soprattutto nei reni e nell’intestino, dove viene rispettivamente escreta ed assorbita. Indicazioni principali: malattie da raffreddamento delle prime vie aeree, malattie dell' apparato urogenitale (nefriti; cistiti; infiammazioni dell'uretra, della prostata, della vagina); soprattutto come curativo ma anche come preventivo, infezioni del cavo orale, acne giovanile, piccole infezioni cutanee.

EFFETTI COLLATERALI: Alcuni pazienti riferiscono occasionalmente secchezza delle fauci e disturbi epigastrici di discreta entità, talora associati a diarrea, che peraltro scompaiono prontamente con la sospensione del trattamento. Può anche provocare reazioni allergiche cutanee in soggetti particolarmente predisposti, che regrediscono con la sospensione del trattamento.

CONTROINDICAZIONI: Non deve essere usata in gravidanza e durante l'allattamento.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: nessuna conosciuta.

DATI TOSSICOLOGICI: La propoli è un prodotto praticamente atossico, sia somministrata in un'unica dose elevata sia data cronicamente a dosaggi elevati. Dosi di 15g/kg nel cane e nel ratto non hanno dato luogo a reazioni collaterali apprezzabili, neppure se questa dose era somministrata per un periodo di 30 giorni consecutivi. Uno studio in vitro ha esaminato la genotossicità, la mutagenicità e l’antimutagenicità di una propoli argentina proveniente da Tucuman. Si è visto che la citotossicità (LD50) su Artemia salina era di circa 100 microg/ml. Non è stata notata alcuna citotossicità sulla Salmonella typhimurium e sull’Allium cepa a concentrazioni decisamente attive. Tutti i test eseguiti non hanno mostrato alcuna genotossicità o mutagenicità. L’estratto di propoli era capace di inibire la mutagenesi indotta dall’isochinolina e dalla 4-nitro-o-fenilendiamina, con una IC50 di 40 e di 20 microg/piastra rispettivamente. Lo studio indica che la propoli non ha alcuna azione genotossica o mutagena e che anzi possiede un’azione antimutagenica

VACCINIUM MYRTILLUS (Mirtillo nero) La pianta di mirtillo è un arbusto basso nativo del Nord Europa, ma ora si trova anche in alcune parti del Nord America e Asia. E' anche conosciuto come il mirtillo europeo o blaeberry. Mirtillo (Vaccinium myrtillus L.) è una delle più ricche fonti naturali di antocianine, delle quali almeno sette sono state identificate e sono: cianidina, delfinidina, pelargonidina,malvidina, peonidina,irsudina, e petunidina. Questi componenti polifenolici conferiscono al mirtillo il colore blu / nero e un alto contenuto di antiossidanti.

PROPRIETA' TERAPEUTICHE: E' noto da tempo che gli estratti di mirtillo sono in grado di migliorare la vista . Durante la seconda guerra mondiale veniva consigliato ai piloti di assumere gelatina di mirtillo per migliorare la visione notturna. Inoltre gli antociani riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica e antiossidante. Oltre ai loro effetti antiossidanti, gli antociani hanno dimostrato di stabilizzare il DNA, modificando l'espressione genica degli adipociti, di migliorare la secrezione di insulina e hanno attività antiapoptotica, anti-infiammatoria ed effetti antibatterici ( Mas et al., 2000 ; . Kong et al 2003 ; . Kowalczyk et al 2003 ; Tsuda et al 2005. ; Seeram 2008 ). Pertanto, il mirtillo assume un ruolo importante nel trattamento o nella prevenzione di condizioni associate all'infiammazione, nella dislipidemia, iperglicemia o per contrastare l'aumento dello stress ossidativo, nelle malattie cardiovascolari (CVD), il cancro, il diabete, la demenza e altre malattie legate all'età. Ci sono anche studi che hanno dimostrato l'attività antimicrobica del mirtillo. Infatti estratti di Vaccinium myrtillus inibiscono l'adesione di colibacilli a livello intestinale e della vescica, inibendo l'adesività dell'Escherichia Coli all'epitelio vescicale mediata da alcune lectine conosciute con il nome di adesine; pertanto il Vaccinium Myrtillus è utilizzato nel trattamento e nella prevenzione delle cistiti e delle cistopieliti recidivanti. Prevenendo l'adesione dell'Escherichia Coli alla parete delle vie urinarie, il vaccinium myrtillus rimuove il più frequente responsabile di infezione, specialmente nella donna, e contribuisce al miglioramento del quadro clinico. Escherichia coli, è il batterio principale trovato nelle infezioni ricorrenti del tratto urinario (UTI), è oggi spesso resistente a diversi antibiotici attualmente in uso e questo sta costringendo la ricerca a trovare nuove soluzioni. In uno studio è stata valutata l'associazione di Propoli e proantocianidine di tipo A per migliorare l’attività anti-adesione batterica (E. coli) sulle cellule del tratto urinario (http://www.bnatural.it/it/red.php?idR=10 ) Indicazioni principali: fragilità capillare, in particolare a livello del microcircolo retinico, insufficienza veno-linfatica, infezioni delle vie urinarie inferiori in particolare vescicali, antiossidante, diarrea.  

EFFETTI COLLATERALI: nessuno degno di nota.

CONTROINDICAZIONI: attualmente nessuna per il Vaccinium Myrtillus, per il Cranberry (Mirtillo Americano) assumere con cautela per i soggetti in terapia con anticoagulanti orali o antiagregganti piastrinici.

TOSSICOLOGIA: negli studi effettuati sugli animali non è stato finora possibile raggiungere la LD50 per via orale.

PREPARAZIONE FARMACEUTICA CONSIGLIATA: l'estratto secco nebulizzato e titolato in antocianosidi totali espressi come antocianidine min. 23,8% e max. 26,2% (Farmacopea Italiana - Propolberry 3P). Posologia: PROPOLBERRY 3P : 600mg propoli (resina, 15% galangina) - 160mg vaccinium myrtillus (fructus 25% antocianosidi) 1 compressa die a digiuno.

Suggerimenti igienico sanitari

  1. Attenersi alla prescrizione medica, portando sempre a termine il ciclo terapeutico, senza ridurlo od interromperlo quando migliora la sintomatologia acuta. Infatti il miglioramento della sintomatologia non è sempre legato alla scomparsa dell’infezione.
  2. Svuotare la vescica prima di coricarsi e successivamente assumere il farmaco prescritto.
  3. Durante la notte l’ urina maggiormente concentrata ristagna più a lungo in vescica quindi si raggiungono alti livelli urinari del farmaco.
  4. Nelle donne sessualmente attive è consigliabile urinare prima, e soprattutto dopo, un rapporto sessuale.
  5. La minzione post-coitale agevola l’allontanamento dei germi saprofiti vaginali, che possono essere sospinti in vescica con il coito, evitando cosi il loro moltiplicarsi ed il conseguente inizio dell’ infezione.
  6. Curare particolarmente l’ igiene intima dopo un rapporto sessuale e durante il ciclo mestruale. Si riduce o si evita la proliferazione di eventuali batteri e la contaminazione uretrale.
  7. L’ assorbente interno va sostituito prima di ogni minzione e rimosso di notte. L’ assorbente espandendosi, può comprimere il collo vescicale con un indebolimento del getto di urina ed un eventuale ristagno post-minzionale. Tali condizioni favoriscono la colonizzazione e la moltiplicazione dei batteri.
  8. Effettuare un’accurata igiene locale, con acqua e detergenti a ph leggermente acido, eseguendo, per pulirsi, movimenti dall’ avanti all’ indietro. Si consiglia la doccia al bagno nella vasca. I germi responsabili delle infezioni urinarie solitamente provengono dalla flora batterica fecale.
  9. Non eseguire più di una lavanda vaginale alla settimana. Il fisiologico ambiente a ph acido della vagina, che rappresenta un fattore di difesa contro la crescita batterica, viene alterato dall’ utilizzo frequente di detergenti intimi.
  10. Evitare l’uso di biancheria intima aderente e/o in tessuto sintetico. Questi indumenti determinano una congestione pelvica ed impedendo la traspirazione creano un ambiente favorevole al moltiplicarsi dei batteri cutanei.
  11. Regolarizzare l’intestino introducendo nella dieta cibi ricchi di scorie ed assumendo, eventualmente, blandi lassativi. La stitichezza rappresenta una condizione favorente la proliferazione dei batteri fecali che costituiscono la fonte principale di contaminazione per le vie urinarie.
  12. Evitare l’ uso di alcuni contraccettivi: diaframma, creme spermicide. Questi presidi contribuiscono alla congestione pelvica e favoriscono l’impianto dei batteri.
  13. Bere almeno due litri d’ acqua oligominerale durante la giornata:almeno un bicchiere ogni ora. Un adeguato carico idrico riduce l’ azione irritante di urine troppo concentrate ed offre la possibilità di espellere eventuali batteri presenti in vescica.
  14. Adottare, fino alla completa risoluzione dei sintomi, una dieta priva di insaccati, spezie, cibi conservati e non assumere the, caffè e superalcolici. Questi cibi hanno un potere irritante sulle mucose delle vie urinarie.
  15. Introdurre nella dieta il mirtillo rosso (Cranberry)(BREAFLOG). Studi recenti dimostrano che il Cranberry ha capacità di rendere antiadesiva la superficie delle mucose,inibendo l’attività delle ciglia di germi come Escherichia Coli, uno degli agenti patogeni più comuni delle infezioni urinarie. riducendo così il rischio di infezioni recidive.
  16. Evitare le bevande gassate. Sono ricche di anidride carbonica che, rendendo le urine alcaline, favorisce la colonizzazione batterica della vescica.
  17. Fare almeno quattro pasti al giorno, riducendo i dolci, i cibi ricchi di carboidrati e di grassi, soprattutto nel pasto serale; la carne non dovrebbe essere consumata più di una volta al giorno. La quantità di urina prodotta subisce, fisiologicamente, delle variazioni nell’ arco della giornata raggiungendo il minimo nel corso delle prime ore del mattino. Il volume aumenta con l’ assunzione di un’ abbondante quantità di acqua ed una dieta ricca di proteine mentre diminuisce con una ricca di carboidrati. Poiché dopo un pasto, l’ urina tende ad alcalinizzarsi è consigliabile frazionare l’ apporto del cibo nel corso della giornata, evitando di concentrarlo in un abbondante pasto serale. Un PH urinario tendente all’ acidità rappresenta un fattore di difesa nei confronti della colonizzazione batterica vescicale.
  18. Sono alimenti alcalinizzanti delle urine: il latte ed i suoi derivati, l’ insalata, gli spinaci, le carote, le arance, lo zucchero e le albicocche mentre la carne, il pesce, le uova, la pasta, il riso, il pane, le lenticchie, i limoni, le prugne, le noci, le nocciole ed il cioccolato sono acidificanti.
  19. Puoi richiedere consigli ai nostri specialisti scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.